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lunedì 22 dicembre 2014

TRA DIRITTO DI CRONACA E TUTELA DEI MINORI NELLE LITI GIUDIZIARIE CHE COINVOLGONO I GENITORI






A cura dell'Avvocato Patrizia Corona
Presidente dell'Ordine degli Avv.ti del Foro di Trento 
(lettera aperta ai direttori dei quotidiani trentini)


Preg.mo Direttore,
martedì 16 dicembre, nel leggere la sensazionale locandina del quotidiano da Lei diretto, ho avuto un sobbalzo.
Possibile, mi son chiesta, che un Avvocato di Trento sia tanto digiuno di diritto da ritenere pignorabile un infante?
Fortunatamente la lettura dell’articolo mi ha confortato e ho così appreso che la realtà giuridica non corrisponde al roboante titolo e che nessuna incompetenza professionale è imputabile ad Avvocati iscritti all’Ordine di Trento.
Ciò nondimeno, ritengo mio dovere intervenire per dare ai Suoi lettori la tranquillizzante notizia che i loro figli, nipoti o parenti non sono pignorabili come una qualsiasi cosa mobile o somma di denaro.
Valga il vero, come scriviamo nei nostri atti. Al fine di dare esecuzione ad un provvedimento giudiziario, che determina i diritti e doveri dei genitori con riguardo alla cura e visita dei figli, si deve dar corso, dopo la notifica dell’atto di precetto, al deposito di una un’istanza per la determinazione dell’esecuzione forzata di obblighi di fare. A seguito di tale atto il Giudice convoca le parti che, ci si augura, in tale sede possano trovare le risorse di civiltà per l’esercizio della genitorialità condivisa voluta quale regola dal nostro Legislatore.
Ciò è quel che hanno fatto i Colleghi citati nell’articolo pubblicato che non sono stati interpellati dall’estensore e che - mi hanno confermato - mai avrebbero dato il loro assenso alla pubblicazione dei loro nomi e a dare pubblicità alla vicenda.
Quando le controversie coinvolgono minori, varcando le soglie delle aule giudiziarie, è infatti opportuno che la riservatezza sia coltivata come valore irrinunciabile dai professionisti che se ne occupano, anche al fine di consentire al Giudice che ne vaglierà le ragioni di farlo con serenità, senza le luci dei media ad illuminare (in questo caso, ad oscurare) la realtà.
Nei tanti incontri formativi in materia deontologica è sempre stata sottolineata la necessità di evitare che i minori vengano fatti oggetto di articoli dal grande impatto mediatico magari legati, come nel caso, a titoli fuorvianti. Per i giornalisti sul punto vale l’applicazione della specifica c.d. Carta di Treviso.
Una corretta informazione esige poi sempre la verifica della fondatezza delle notizie date, soprattutto quando presuppongono competenze tecniche specifiche.
Si eviterebbe in tal modo di diffondere false notizie che, nel caso di specie, creano solo “colore”, ma che in altri casi provocano infondate aspettative nel cittadino, come nel caso di riferimenti a possibili “divorzi brevi”, inesistenti nel nostro ordinamento.
L’anonimo giornalista che ha redatto l’articolo, accostando il pignoramento a quanto è stato chiesto al Giudice denota quindi una perdonabile scarsa conoscenza della procedura, ma una imperdonabile mancanza di cura nel fornire la notizia al lettore, che si trova a leggere una vicenda dai contorni privi di fondamento.
La ringrazio per lo spazio che vorrà dare a questa mia.
Cordiali saluti.

Avv. Patrizia Corona

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