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venerdì 13 marzo 2015

LA COMPARSA DI RISPOSTA CON CHIAMATA IN CAUSA DI TERZO







RIFERIMENTI NORMATIVI E FORMULARIO


Art. 166 c.p.c. (costituzione del convenuto)
Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'art. 163 bis c.p.c. ovvero almeno venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'art. 168 bis c.p.c. depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'art. 167 c.p.c., con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione.

Art. 167 c.p.c. (comparsa di risposta per il convenuto)
Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare le proprie generalità e il codice fiscale, i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni.
A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. Se è omesso o risulta assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullità, fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione.
Se intende chiamare un terzo in causa, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere ai sensi dell'art. 269 c.p.c.

Art. 269 c.p.c. (chiamata in causa di terzo)
Alla chiamata di un terzo nel processo a norma dell'art. 106 c.p.c., la parte provvede mediante citazione a comparire nell'udienza fissata dal giudice istruttore ai sensi del presente articolo, osservati i termini dell'art. 163 bis c.p.c.
Il convenuto che intenda chiamare un terzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di risposta e contestualmente chiedere al giudice istruttore lo spostamento della prima udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'art. 163 bis c.p.c. Il giudice istruttore, entro cinque giorni dalla richiesta, provvede con decreto a fissare la data della nuova udienza. Il decreto è comunicato dal cancelliere alle parti costituite. La citazione è notificata al terzo a cura del convenuto.
Ove, a seguito delle difese svolte dal convenuto nella comparsa di risposta, sia sorto l'interesse dell'attore a chiamare in causa un terzo, l'attore deve, a pena di decadenza, chiederne l'autorizzazione al giudice istruttore nella prima udienza. Il giudice istruttore, se concede l'autorizzazione, fissa una nuova udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'art. 163 bis c.p.c. La citazione è notificata al terzo a cura dell'attore entro il termine perentorio stabilito dal giudice.
La parte che chiama in causa il terzo deve depositare la citazione notificata entro il termine previsto dall'art. 165 c.p.c., e il terzo deve costituirsi a norma dell'art. 166 c.p.c.
Nell'ipotesi prevista dal terzo comma restano ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, ma i termini eventuali di cui al sesto comma dell'art. 183 c.p.c. sono fissati dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo.


Annotazioni: la comparsa di costituzione e risposta deve essere spedita telematicamente all'ufficio giudiziario prescelto nel termine di costituzione previsto dall'art. 166 c.p.c., pena la decadenza dalla facoltà di citare a giudizio un terzo cui si ritiene comune la causa; la procura alle liti va acclusa nella busta telematica su separato documento informatico firmato digitalmente; il convenuto per effetto della chiamata in causa di terzo deve versare nuovamente il C.U. sulla base del valore di lite dichiarato in atto di citazione dall'attore (legge n.183/2011) avuto riguardo anche di eventuali domande riconvenzionali proposte. 





TRIBUNALE ORDINARIO DI ...omissis ...
    
 Comparsa di costituzione e risposta con istanza
per la chiamata in causa di terzo ex artt.106 e 269 c.p.c.

Per il convenuto: TIZIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... ed e residente a ... omissis ... C.F. ... omissis ... agli effetti del presente atto rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ... iscritto all’Albo degli Avv.ti di ... omissis ... (C.F. ... omissis ...) con Studio Legale a ... omissis ... ivi elettivamente domiciliato giusta procura alle liti rilasciata in calce al presente atto,

                      nella causa civile sub R.G. ... omissis ... promossa

da: CAIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... C.F. ... omissis ... con l’Avv. ... omissis ...

Prossima udienza: ... omissis ...
Per comunicazioni di Cancelleria e notificazioni: si indica il seguente indirizzo p.e.c. ... omissis ...

PREMESSE

Con atto di citazione notificato in data ... omissis ... (doc.1) CAIO conveniva a giudizio TIZIO, formulando nei di lui confronti le seguenti conclusioni: ... omissis ...

A fondamento di quanto domandato CAIO deduce le seguenti circostanze: ... omissis ...

Tanto premesso, si costituisce nel presente giudizio TIZIO a mezzo dello scrivente procuratore, contestando in fatto ed in diritto tutto quanto ex adverso dedotto e chiedendo la reiezione delle domande ex adverso promosse, perché infondate ed anche per tutte le seguenti

MOTIVAZIONI

1. Eccezione preliminare: istanza ex artt. 106 e 269 c.p.c. per la chiamata in causa di terzo.
La causa, fermane restando l’infondatezza per le motivazioni che si spiegheranno di seguito, doveva essere promossa ab origine anche nei confronti di SEMPRONIO per tutte le seguenti motivazioni: ... omissis ...
Sulla base di quanto sopra dedotto, il convenuto TIZIO intende chiamare in causa SEMPRONIO per essere da questi manlevato / garantito rispetto alle domende promosse da CAIO.
Si rivolge, pertanto, Ossequiosa Istanza al Giudicante affinché, previo differimento dell’udienza di trattazione, voglia autorizzare la chiamata in causa di terzo ai sensi degli artt. 106 e 269 c.p.c. nella persona di SEMPRONIO.

2. Nel merito della controversia.
Nel merito della lite, le domande promosse da CAIO non possono trovare accoglimento per tutte le seguenti motivazioni: ... omissis ...
Nella denegata ipotesi di accoglimento, anche solo parziale delle domande ex adverso promosse, il terzo chiamato SEMPRONIO dovrà essere dichiarato tenuto a manlevare TIZIO.

Tutto ciò premesso e considerato il convenuto TIZIO come in epigrafe meglio generalizzato, rappresentato, difeso e domiciliato ut supra rassegna le seguenti

CONCLUSIONI

Piaccia all’Ill.mo Tribunale Ordinario di ... omissis ..., contrariis rejectis, così giudicare.

In via preliminare: disporre il differimento dell’udienza dd. ... omissis ... e fissare ai sensi dell’art.269 c.p.c. una nuova udienza per consentire a TIZIO la chiamata in giudizio di SEMPRONIO nel rispetto dei termini di Legge.

Nel merito ed in via principale: per tutte le motivazioni in fatto ed in diritto meglio dedotte in narrativa, rigettarsi ogni domanda ex adverso promossa.

Nel merito ed in via subordinata: nella denegata e non creduta ipotesi di accoglimento anche solo parziale delle domande promosse da CAIO, dichiarare il terzo chiamato SEMPRONIO tenuto a manlevare TIZIO ... omissis ...

In via istruttoria: ammettersi la prova per interpello formale e per testimoni sui seguenti capitoli di prova: ... omissis ...

In ogni caso: con vittoria di spese e compenso all’avvocato patrocinante ai sensi del D.M. n.55/14, oltre al rimborso delle spese forfetarie nella misura del 15%, oltre a c.p.a. 4%, i.v.a. 22% e successive spese occorrende.

Elenco documenti allegati:
1) Atto di citazione a giudizio;
2) ... omissis ...

Dichiarazione di valore: la presente comparsa di risposta, contenendo una chiamata in causa di terzo, sconta un C.U. pari ad € ... omissis ... sulla base del valore di causa dichiarato nell'atto di citazione.

Milano lì ______________ 2015.
Avv. ______________________

(segue procura alle liti su separato documento informatico firmato digitalmente)

mercoledì 25 febbraio 2015

LA RELATA DI NOTIFICA A MEZZO P.E.C.







Di seguito si propone il formulario della nuova relata di notifica eseguita direttamente dall'avvocato a mezzo di posta elettronica certificata ai sensi della Legge 53/1994 e ss. mm.

In osservanza alle nuove disposizioni sul processo civile telematico e sulla notificazione di atti giudiziari a mezzo p.e.c. il messaggio di posta elettronica certificata deve recare in oggetto "relazione di notifica ai sensi della legge n.53/1994" e deve contenere come allegati l'atto giudiziale su supporto informatico convertito in pdf firmato digitalmente (nomefile.pdf.p7m), la procura alle liti su separato documento informatico firmata digitalmente e la relata di notifica anch'essa firmata digitalmente su separato documento informatico.




RELAZIONE DI NOTIFICA A MEZZO P.E.C.


In data __/__/2015, io sottoscritto Avv. ___________ (C.F. ____________) iscritto all’Albo degli Avv.ti del Foro di __________ con Studio Legale a ______________ indirizzo di posta elettronica certificata _________________________  in qualità di difensore di ___________________ C.F. _____________________ ed a sua istanza in virtù di procura alle liti rilasciata ai sensi dell’art.83 comma III c.p.c. in calce all’atto di citazione dd. __/__/2015, vista la Legge n.53 dd. 21/01/1994 e ss. mm., giusta delibera del Consiglio dell’Ordine degli Avv.ti di ____________________________,
N O T I F I C O
ad ogni conseguente effetto di Legge il retroesteso atto di citazione a giudizio dd. __/__/2015 con udienza fissata avanti il Tribunale di _____________ per il giorno __/__/2015 ed allegata procura alle liti rilasciata da _____________ ai sensi dell’art. 83 comma III c.p.c. , a:
- TIZIO, nato a _________ il __/__/__ e residente a____________________ C.F. ____________________ elettivamente domiciliato presso __________________ all’indirizzo di posta elettronica certificata siccome risultante in atti:  ______________
*****
La presente relazione di notifica è sottoscritta digitalmente dall’Avv. ______________
Milano (MI) lì _____________ 2015.
Avv. _______________________

martedì 24 febbraio 2015

ATTESTAZIONE DI CONFORMITA' DELLA NOTIFICA ESEGUITA A MEZZO P.E.C.





Di seguito si propone il formulario dell'attestazione di conformità dell'atto giudiziario notificato telematicamente a mezzo p.e.c., quando non sia possibile procedere per via telematica al deposito dell'atto notificato  (art. 9 comma I bis e art. 6 comma I Legge 53/1994, e art.23 comma I D. Lgs. n.82/2005).




ATTESTAZIONE DI CONFORMITA' DELLA NOTIFICAZIONE ESEGUITA A MEZZO P.E.C.



Indirizzata a:
TIZIO nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente a ... omissis ... domiciliato presso l'avvocato ... omissis ...

Indirizzo p.e.c. del destinatario: ... omissis ...

*****
ATTESTAZIONE DI CONFOMITA' DELL'ATTO NOTIFICATO TELEMATICAMENTE
*****

Io sottoscritto Avv. ... omissis ... (C.F. ... omissis ... p.i. ... omissis ...) indirizzo di posta elettronica certificata ... omissis ... iscritto all'Albo degli Avv.ti del Foro di ... omissis ... visto quanto disposto dalla Legge n.53/1994 e ss. mm. e vista l'autorizzazione del Consiglio dell'Ordine degli Avv.ti dd. ... omissis ... di prot.llo ... omissis ... in qualità di procuratore del signor ... omissis ... nato a ... omissis ... e residente a ... omissis ... C.F. ... omissis ... in forza di procura alle liti ai sensi dell'art. 83 comma III c.p.c. all'uopo conferita in data ... omissis ... allegata all'atto di citazione a giudizio dd. ... omissis ... 

ai sensi dell'art.9 co. 1 bis, dell'art.6 L.53/94 e art.23 co.I D. Lgs. 82/2005

VISTO

il presente documento cartaceo composto da un totale di ... omissis ... pagine e costituito da:

1) Atto di citazione firmato digitalmente in data ... omissis ...

2) Procura alle liti firmata digitalmente in data ... omissis ...

3) Relata di notifica firmata digitalmente in data ... omissis ...

4) Messaggio di notificazione a mezzo p.e.c. dd. ... omissis ...

5) Attestazione di accettazione e di consegna della p.e.c. spedita in data ... omissis ...

ATTESTA LA CONFORMITA'

della presente copia cartacea all'originale telematico indirizzato a ... omissis ... da cui è stata estratta.

Milano, lì ________ 2015.
Avv. _______________ .

mercoledì 18 febbraio 2015

PROCESSO CIVILE TELEMATICO: LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'







Si propone di seguito il formulario della dichiarazione di conformità da accludere in calce all'atto giudiziario estratto in copia cartacea da consultazione in remoto del fascicolo telematico.



PROCESSO CIVILE TELEMATICO

LA DICHIARZIONE DI CONFORMITA' AI SENSI DELL'ART.16 bis D.L.179/2012


DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’

Io sottoscritto Avv. ___________ (C.F. __________ p.i. _________) iscritto all’Albo degli Avvocati del Foro di __________ con Studio Legale a _____________________________ nella mia qualità di difensore di _____ nato/a _____ il ________ e residente a ______ C.F. ______ dichiaro, ai sensi dell’articolo 16 bis, comma 9 bis, D.L. n.179/2012, così come introdotto dall’art. 52 comma 1 lett. a) D.L. n. 90/2014, che la retroestesa copia cartacea dell’atto giudiziario ___________ dd. __ / __ / __ Tribunale Ordinario di ________ in persona del Giudice dott. ___________ nel procedimento sub RG ________________ tra _________________ (attore/appellante/ricorrente) e _________________ (convenuto/appellato/resistente), estratta mediante consultazione telematica remota del fascicolo informatico, è conforme all’originale in esso depositato.
Avv. ___________________

martedì 17 febbraio 2015

LA PROCURA ALLE LITI






Di seguito si propone il nuovo modello di procura alle liti ai sensi dell'art.83 comma III c.p.c. da apporre in calce all'atto introduttivo del giudizio, elaborato alla luce del D.L. n.28/2010 e del D.L. n.132/2014.



 PROCURA ALLE LITI


Io sottoscritto/a  ____________________ nato/a a __________________ il __ / __ / __ e residente a _______________  in Via / P.zza ____________ in proprio (  ) ovvero in qualità di legale rappresentante p.t. ( ) di ______________________________  c.f. / p.i. __________________________ delego l’Avv. ______________ iscritto all’Albo degli Avv.ti del Foro di _______ con Studio Legale a _________ a rappresentarmi e difendermi nella presente causa, in ogni suo stato e grado di giudizio, in fase riassuntiva, oppositiva ed esecutiva, conferendogli ogni più ampio potere e facoltà come previsti dalla Legge, compresi quelli di: transigere, conciliare, incassare somme di denaro, quietanzare, chiamare in causa terzi, rinunciare agli atti di causa ed accettare od opporsi alle altrui rinunce e/o eccezioni, promuovere querela di falso in nome e per conto della parte assistita, nonché all’occorrenza quella di farsi sostituire alle udienze.
Reso/a edotto/a della Legge sulla Privacy di cui al Decreto Lgs. n.196/2003 e ss. mm. autorizzo l’Avv. _________________ al trattamento dei miei dati personali, ed in particolare dei dati sensibili, per adempiere all’attività procuratoria di cui al presente mandato.
Ai sensi degli artt. 4 e 5 del Decreto Lgs. n.28/2010 e ss. mm. dichiaro di essere stato/a esaurientemente informato/a dall’Avv. _________________ della possibilità ovvero della obbligatorietà, quale condizione di procedibilità, di avvalersi del procedimento di mediazione civile e commerciale previsto dal medesimo decreto, nonché delle relative agevolazioni fiscali.
Ai sensi dell’art.2 comma VII del D.L. n.132/2014 dichiaro di essere stato/a esaurientemente informato/a della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati disciplinata dagli artt.2 e ss. del suddetto decreto legge.
                                                                                     
Elezione di domicilio: Avv. ___________________
Indirizzo p.e.c. ___________________________

In fede, ________________________________


Visto, la firma è autografa. Avv. ________________






lunedì 22 dicembre 2014

TRA DIRITTO DI CRONACA E TUTELA DEI MINORI NELLE LITI GIUDIZIARIE CHE COINVOLGONO I GENITORI






A cura dell'Avvocato Patrizia Corona
Presidente dell'Ordine degli Avv.ti del Foro di Trento 
(lettera aperta ai direttori dei quotidiani trentini)


Preg.mo Direttore,
martedì 16 dicembre, nel leggere la sensazionale locandina del quotidiano da Lei diretto, ho avuto un sobbalzo.
Possibile, mi son chiesta, che un Avvocato di Trento sia tanto digiuno di diritto da ritenere pignorabile un infante?
Fortunatamente la lettura dell’articolo mi ha confortato e ho così appreso che la realtà giuridica non corrisponde al roboante titolo e che nessuna incompetenza professionale è imputabile ad Avvocati iscritti all’Ordine di Trento.
Ciò nondimeno, ritengo mio dovere intervenire per dare ai Suoi lettori la tranquillizzante notizia che i loro figli, nipoti o parenti non sono pignorabili come una qualsiasi cosa mobile o somma di denaro.
Valga il vero, come scriviamo nei nostri atti. Al fine di dare esecuzione ad un provvedimento giudiziario, che determina i diritti e doveri dei genitori con riguardo alla cura e visita dei figli, si deve dar corso, dopo la notifica dell’atto di precetto, al deposito di una un’istanza per la determinazione dell’esecuzione forzata di obblighi di fare. A seguito di tale atto il Giudice convoca le parti che, ci si augura, in tale sede possano trovare le risorse di civiltà per l’esercizio della genitorialità condivisa voluta quale regola dal nostro Legislatore.
Ciò è quel che hanno fatto i Colleghi citati nell’articolo pubblicato che non sono stati interpellati dall’estensore e che - mi hanno confermato - mai avrebbero dato il loro assenso alla pubblicazione dei loro nomi e a dare pubblicità alla vicenda.
Quando le controversie coinvolgono minori, varcando le soglie delle aule giudiziarie, è infatti opportuno che la riservatezza sia coltivata come valore irrinunciabile dai professionisti che se ne occupano, anche al fine di consentire al Giudice che ne vaglierà le ragioni di farlo con serenità, senza le luci dei media ad illuminare (in questo caso, ad oscurare) la realtà.
Nei tanti incontri formativi in materia deontologica è sempre stata sottolineata la necessità di evitare che i minori vengano fatti oggetto di articoli dal grande impatto mediatico magari legati, come nel caso, a titoli fuorvianti. Per i giornalisti sul punto vale l’applicazione della specifica c.d. Carta di Treviso.
Una corretta informazione esige poi sempre la verifica della fondatezza delle notizie date, soprattutto quando presuppongono competenze tecniche specifiche.
Si eviterebbe in tal modo di diffondere false notizie che, nel caso di specie, creano solo “colore”, ma che in altri casi provocano infondate aspettative nel cittadino, come nel caso di riferimenti a possibili “divorzi brevi”, inesistenti nel nostro ordinamento.
L’anonimo giornalista che ha redatto l’articolo, accostando il pignoramento a quanto è stato chiesto al Giudice denota quindi una perdonabile scarsa conoscenza della procedura, ma una imperdonabile mancanza di cura nel fornire la notizia al lettore, che si trova a leggere una vicenda dai contorni privi di fondamento.
La ringrazio per lo spazio che vorrà dare a questa mia.
Cordiali saluti.

Avv. Patrizia Corona

venerdì 7 novembre 2014

SEPARAZIONI E DIVORZI: LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI








LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI QUALE STRUMENTO DEFLATTIVO PER LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE


Tra le novità più rilevanti (appena entrate in vigore e pubblicate in G.U. n.261 del 10/11/2014) del D.L. dd. 12/09/2014 n.132 recante "misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile" c'è senza dubbio la cd. NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI.

La NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI è l'accordo col quale le parti, che non si siano rivolte ad un Giudice ovvero ad un Arbitro, convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere la controversia con la sola assistenza dei propri avvocati (uno o più d'uno) e senza ricorrere all'Autorità Giudiziaria. 
All'avvocato è attribuito il potere di autenticare le sottoscrizioni delle parti poste in calce alla convenzione, per la quale è prevista la forma scritta sotto pena di nullità. 
L'impulso alla NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI è dato direttamente dall'avvocato, che certifica l'autografia della firma del Cliente apposta in calce all'invito e l'eventuale la dichiarazione di mancato accordo con la controparte.
La NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI non è obbligatoria, né costituisce condizione di procedibilità, se non in determinati casi. 
Il regime dell'improcedibilità della domanda giudiziale è previsto, infatti, solo per le controversie aventi per oggetto il risarcimento del danno conseguente alla circolazione di veicoli e natanti e per le controversie in cui a qualsiasi titolo si domanda il pagamento di una somma di denaro non eccedente i 50.000,00 euro.

Detta preclusione NON si applica, però, ai procedimenti d'ingiunzione ed all'eventuale fase oppositiva; la violazione dell'obbligo posto a condizione di procedibilità deve essere eccepito dal convenuto a giudizio ovvero rilevato d'ufficio dal Giudice non oltre la prima udienza di trattazione (art.3 comma I e II D.L. n.132/2014).

Per quanto riguarda le cause di SEPARAZIONE, DIVORZIO E RELATIVE MODIFICHE già il testo originario dell'art.6 del D.L. n.132/2014 aveva previsto la possibilità per i coniugi di fare ricorso alla NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI ma non in presenza di figli minorenni e/o portatori di handicap e/o non economicamente autosufficienti.

Oggi, invece, l'art.6 comma 2 del D.L. n.132/2014 nel testo modificato dal maxi emendamento governativo prevede il ricorso alle CONVENZIONI DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI nelle cause di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio anche in presenza di figli minorenni, di figli maggiorenni portatori di handicap grave e di figli maggiorenni non economicamente autosufficienti: 

a) nel caso in cui non vi siano figli, l'accordo concluso tra i coniugi all'esito della negoziazione è vagliato esclusivamente dal P.M.;

b) nel caso in cui vi  siano figli, oltre al vaglio del P.M. si aggiunge anche quello del Presidente del Tribunale. 

Resta impregiudicato il diritto di ricorrere all'Autorità Giudiziaria nel caso di mancato perfezionamento dell'accordo di negoziazione, posto che nelle cause di separazione, divorzio e relative modifiche la NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI non è posta a condizione di procedibilità dell'azione in giudizio.

L'accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita è equiparato ai provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio (art.6 comma 3 D.L. n.132/2014).

Sarà dovere dell'avvocato, una volta ottenuto il nulla-osta del P.M. e/o del Presidente del Tribunale, curare la trascrizione dell'accordo nei pubblici registri del Comune dove era stato trascritto l'atto di matrimonio, adempimento che andrà completato entro i successivi dieci giorni, depositando copia autentica dell'accordo con le certificazioni di autografia delle firme dei coniugi. In caso di violazione di quanto previsto al comma 4 dell'art.6, l'avvocato sarà passibile di una sanzione pecuniaria da € 2.000,00 fino ad un massimo di € 10.000,00 (art.6, comma 4).

La legge di conversione del D.L. n.132/2014 ha introdotto ulteriori semplificazioni dei procedimenti di separazione o divorzio: ai sensi dell'art.12 del D.L. n.132/2014 i coniugi potranno comparire innanzi al Sindaco in qualità di Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza (ovvero nel Comune dove è stato trascritto l'atto di matrimonio) per concludere un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. 
L'assistenza dell'avvocato in questo caso non è obbligatoria ma facoltativa; tale modalità semplificata è percorribile solo quando non vi sono figli minorenni o portatori di handicap o economicamente non autosufficienti, ed a condizione che l'accordo di separazione / divorzio non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali. Al fine di promuovere una maggiore riflessione sulle decisioni in questione, è stato previsto un doppio passaggio dinanzi al Sindaco in qualità di ufficiale di Stato civile a distanza di 30 giorni. 

Per quanto riguarda l'entrata in vigore della NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI in materia di separazione / divorzio e relative modifiche di cui all'art. 6 D.L. 132/2014 il termine è di 90 gg. dal 10/11/2014, ossia dalla data di pubblicazione in G.U. della legge di conversione.
Per quanto riguarda, invece, la semplificazione dei procedimenti per separazione e divorzio previsti dall'art. 12 D.L. 132/2014 il termine per l'entrata in vigore è di 30 gg. dal 10/11/2014.

(Avv. Luca Conti, avvocato civilista del foro di Trento).