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lunedì 9 ottobre 2017

L'EVOLUZIONE DELLA RESPONSABILITA' SANITARIA ALLA LUCE DELLA RIFORMA GELLI








LA NUOVA RESPONSABILITA' SANITARIA
ALLA LUCE DELLA RIFORMA GELLI
(legge n.24 del 08/03/2017)



In data 01/04/2017 è entrata in vigore la legge n.24/2017 del 08/03/2017 meglio nota come "legge Gelli", recante nuove disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale per gli esercenti le professioni sanitarie.

Scopo della legge è quello riorganizzare, attraverso una nuova e più uniforme disciplina, la sicurezza delle cure mediche quale corollario del diritto alla salute (art.1), determinando nuovi criteri per la prevenzione del rischio, introducendo nuovi principi di trasparenza e la cartella clinica digitale (art.4), ed infine riformando le norme penali col proposito di limitare il più possibile la responsabilità penale degli esercenti le professioni sanitarie ai soli casi di dolo e colpa grave (art.5).

Il primo aspetto di particolare interesse della riforma attiene alla "trasparenza dei dati", disciplinata dall'art.4 della legge n.24/2017.

Ai sensi dell'art.4 "(...) le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e da quelle private sono soggette all'obbligo di trasparenza (...) entro sette giorni dalla richiesta il paziente ha diritto di ricevere tutta la documentazione sanitaria, preferibilmente in formato elettronico, mentre le eventuali integrazioni devono essere fornite al paziente entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta (...)".

Il secondo aspetto di rilievo attiene, invece, alla deresponsabilizzazione penale degli esercenti la professione medica, introducendo nel codice penale l'art. 590 sexies c.p.: (...) se i fatti di cui agli artt. 589 e 590 c.p. [omicidio colposo e lesioni personali colpose] sono commessi nell'esercizio della professone sanitaria, si applicano le pene ivi previste, salvo quanto disposto dal II comma. Qualora l'evento dannoso si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa se sono state rispettate le linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge, ovvero in mancanza di queste se sono state rispettate le buone pratiche clinico assistenziali (...).

L'introduzione nel Codice Penale dell'art. 590 sexies c.p. equivale a limitare ai soli casi di dolo o colpa grave la responsabilità penale del medico, il quale se si è attenuto alle linee guida della comunità scientifica ovvero se ha agito in conformità alla buona prassi clinico / assistenziale, risponderà per danni solo civilmente ai sensi dell'art. 2043 c.c.

Si viene - così - al terzo aspetto di rilievo della riforma: l'inquadramento sotto il profilo civilistico della responsabilità di strutture sanitarie ed esercenti le professioni sanitarie per danni al panziente disciplinata dall'art. 7 della legge n.24/2017.

Ai sensi dell'art. 7 (...) la struttura sanitaria pubblica o privata che nell'adempimento della propria obbligazione si avvale di esercenti la professione sanitaria - ancorché scelti dal paziente e non dipendenti dalla struttura stessa - risponde delle loro condotte dolose o colpose ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c. (...) l'esercente la professione sanitaria risponde del proprio operato ai sensi dell'art. 2043 c.c., salvo che abbia agito nell'adempimento di un'obbligazione contrattuale assunta col paziente. Il giudice, nella determinazione del risarcimento, tiene conto della condotta  dell'esercente la professione sanitaria ai sensi dell'art. 5 e dell'art. 590 sexies c.p. (...) il danno conseguente all'attività della struttura sociosanitaria pubblica o privata e dell'operatore sanitario è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli artt. 138 e 139 del codice delle assicurazioni [D. Lgs. 209 del 07/09/2005].

Dalla norma che precede si possono trarre i seguenti insegnamenti:

a) il rapporto che lega paziente e struttura sanitaria (indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della stessa) è sempre di natura contrattuale sicché la stessa risponde dei danni al paziente sotto forma di inadempimento contrattuale ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c.
b) il rapporto che lega paziente e operatore sanitario all'interno di una struttura complessa non è mai di natura contrattuale, sicché egli risponde civilmente ai sensi del solo art. 2043 c.c.
c) nella determinazione dell'entità del danno il Giudice deve tenere conto della condotta dell'operatore sanitario, ossia se questi si sia conformato o meno alle buone pratiche mediche ed alle linee guida avallate dalla comunità scientifica o in mancanza dalla prassi.
d) nella determinazione del risarcimento il Giudice si deve attenere alle tabelle previste dagli artt. 138 e 139 del codice delle assicurazioni. 

Ai sensi dell'art.8 della legge n.24/2017 prima di esperire l'azione risarcitoria in giudizio, il paziente che lamenta un danno da medical malpractice deve attivare la procedura di cui all'art. 696 bis c.p.c. (consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite) o in alternativa il tentativo di mediazione di cui all'art.5 D. Lgs. n.28/2010 (tentativo di mediazione obbligatoria): in entrambi i casi, l'esprimento di questi due strumenti deflattivi del contenzioso civile (alternativi tra loro) è condizione di procedibilità della successiva causa civile; tocca al convenuto eccepire non oltre la prima udienza la violazione dell'art.8 della presente legge, oppure può essere rilevato d'ufficio. 

Allorché il giudice civile accerti che la procedura prevista dall'art. 696 bis c.p.c. non è stata espletata ovvero che non si è ancora conclusa, concede alle parti un termine di 15 gg.  per la presentazione del ricorso innanzi a sè, ovvero per il completamento della procedura; solo con la mancata conciliazione (che in ogni caso deve essere tentata dal C.T.U. prima del depisito della relazione) ovvero con la mancata conclusione della procedura entro sei mesi dal deposito del ricorso, la domanda risarcitoria diviene procedibile. Viceversa, nel caso di deposito della consulenza sono salvi gli effetti della domanda, se viene depisitato il ricorso ex art. 702 bis c.p.c. avanti lo stesso giudice che ha trattato la procedura il rpocedimento di cui al comma I.

Dalla lettura dell'art.8 si possono trarre i seguenti insegnamenti:

a) prima di procedere in giudizio col deposito della domanda risarcitoria occorre sempre tentare la conciliazione;
b) la consulenza tecnica preventiva di cui all'art. 696 bis c.p.c. o il tentativo di mediazione di cui all'art. 5 D. Lgs. 28/2010 sono condizioni di procedibilità della causa di risarcimento danni;
c) il consulente tecnico d'ufficio deve sempre tentare la conciliazione;
d) se la conciliazione non riesce, la domanda giudiziale diventa procedibile;
e) se è stata espletata la procedura di consulenza tecnica preventiva, il successivo passo - in caso di mancata conciliazione - sarà il deposito del ricorso ai sensi dell'art. 702 bis c.p.c. [processo sommario di cognizione];
f) se, viceversa, si è tentata la via della mediazione civile prevista dall'art.5 D. Lgs. 28/2010, il successivo passo in caso di mancato accordo sarà l'instaurazione di un giudizio ordinario.

Con la "riforma Gelli" viene introdotta, inoltre, l'azione diretta del paziente danneggiato nei confronti dell'assicurazione della struttura sanitaria, mentre l'operatore sanitario che lavora alle dipendenze di detta struttura risponderà per danni al paziente solo nei limiti dell'art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale).

Ai sensi dell'art.12 della legge n.24/2017 "(...) il soggetto danneggiato ha diritto di agire direttamente nei confronti dell'impresa assicuratrice che presta la copertura assicurativa alla struttura sanitaria pubblica o privata, ovvero all'esercente la professione sanitaria (...) nel giudizio promosso nei confornti dell'impresa assicuratrice della struttura è litisconsorte necessaria la struttura stessa; nel giudizio promosso contro l'impresa assicuratrice dell'esercente la professione sanitaria è litisconsorte necessario l'esercente stesso (...) l'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione è soggetta al termine di prescrizione pari a quello dell'azione promossa nei confronti della struttura o dell'esercente la professione sanitaria (...)".

Per effetto delle norme che precedono, il rapporto tra medico (dipendente di struttura ospedaliera sia privata che pubblica) è stato riequilibrato  nell'ottica di limitare il più possibile il proliferare di cause risarcitorie ed è tornato ad essere di natura extracontrattuale, inquadrato come un'obbligazione di mezzi e non più di risultato: stante la legge Gelli e visto che l'operatore sanitario risponderà per danni solo ai sensi dell'art. 2043 c.c., spetterà al paziente danneggiato allegare le prove della responsabilità del medico. 

Inoltre, sono stati calmierati i parametri risarcitori che vengono importati dalla RC auto (artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni).

Per effetto di questo nuovo quadro normativo, permane di natura contrattuale solo il rapporto che lega il paziente alla struttura sanitaria complessa, la quale è tenuta ad assicurarsi e ad assicurare gli operatori che lavorano alle sue dipendenze, mentre il singolo medico (all'interno della struttura complessa) risponderà solo a titolo di responsabilità aquiliana.

In ottica risarcitoria: la determinazione dell'entità del risarcimento dovuto al paziente potrà essere subordinata da parte del giudice civile ad una valutazione postuma dell'operato del medico ed in quest'ottica diminuita oppure aumentata a seconda che l'operatore sanitario si sia o meno uniformato alle linee guida avallate dalla comunità scientifica ovvero, in mancanza di esse, alla buona prassi medico assistenziale.

Per quanto riguarda, infine, la cosidetta "azione di rivalsa o di responsabilità amministrativa" disciplinata dall'art.9 della legge n.24/2017 nei confronti dell'esercente la prestazione sanitaria per danno erariale, questa competerà al pubblico ministero presso la CORTE DEI CONTI e sarà limitata ai soli casi di dolo / colpa grave del medico: sarà - pertanto - valutata la condotta dell'operatore sanitario rispetto alle linee guida ed alla prassi nosocomiale di cui si è detto sopra, tenuto anche conto di eventuali difficoltà organizzative della struttura sanitaria.

Se l'operatore sanitario non è stato parte del giudizio o della procedura di mediazione svoltasi solo tra paziente, struttura sanitaria e compagnia di assicurazione, l'azione di rivalsa nei suoi confronti potrà essere esercitata solo a seguito del pagamento del danno ed a pena di decadenza entro un anno dal suo pagamento. In ogni caso, la sentenza del giudice civile che ha definito il contenzioso tra paziente, struttura e impresa di assicurazione non fa stato nel giudizio di rivalsa nei confronti dell'esercente la professione sanitaria che non vi abbia preso parte; nel giudizio di rivalsa  ed in quello di responsaiblità amministrativa il giudice può desumere argomenti di prova dalle prove assunte nel giudizio instaurato dal danneggiato contro la struttura sanitaria, solo se l'esercente è stato parte di quel giudizio. L'eventuale transazione intervenuta tra paziente danneggiato, struttura sanitaria ed impresa di assicurazione non è mai opponibile all'operatore sanitario nel giudizio di rivalsa.

(a cura di avv. Luca Maria Conti)

 

  

lunedì 25 settembre 2017

IL RICORSO PER L'ASSUNZIONE DELLA PROVA DELEGATA






IL FORMULARIO DEL RICORSO PER L'ASSUNZIONE DELLA PROVA DELEGATA




TRIBUNALE DI … omissis …

Ricorso per l’assunzione della prova delegata

Parte attrice: società / impresa ALPHA, in persona del legale rappresentante p.t. ... omissis ... con sede legale a ... omissis ... in Via / p.zza ... omissis ... p.i. ... omissis ... agli effetti del presente ricorso rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ... presso il cui Studio Legale in Via / p.zza ... omissis ... è elettivamente domiciliato giusta procura alle liti rilasciata in calce alla presente istanza su separato documento informatico redatto ai sensi dell’art. 83 comma III c.p.c.

Parte convenuta: società / impresa GAMMA, in persona del legale rappresentante p.t., avente sede legale a ... omissis ... in Via / p.zza ... omissis ..., p.i. ... omissis ... rappresentata e difesa nel giudizio sub RG ... omissis ... Tribunale di ... omissis ... dall’Avv. ... omissis ...

Per comunicazioni di Cancelleria e notificazioni: si indica l’indirizzo di posta elettronica certificata ... omissis ...

Ill.mo Tribunale di ... omissis ...

PREMESSO 

1) che innanzi al Tribunale di ... omissis ... pende causa civile tra le società ALPHA e GAMMA sub RG ... omissis ... con udienza fissata al ... omissis ... per la prosecuzione del giudizio;
2) che, a seguito del deposito delle memorie previste dall’art. 183 comma VI c.p.c., il Giudice Istruttore ha ammesso i mezzi di prova richiesti da parte attrice siccome articolati nella memoria ex art. 183 comma VI n.2 c.p.c., ed in particolare la prova orale per testimoni delegando il Tribunale di ... omissis ... all’assunzione della medesima tramite prova delegata, come da separata ordinanza istruttoria che si acclude;
3) che tutti i testimoni ammessi dal Giudice delegante sono residenti nel distretto di Corte d’appello di ... omissis ...;
4) che per l’assunzione delle prove orali tramite prova delegata è stato dato termine sino al ... omissis ...

*****

Tutto ciò premesso, l’odierna ricorrente come in epigrafe meglio generalizzata, rappresentata, difesa e domiciliata ut supra,

RIVOLGE ISTANZA

alla S.V. Ill.ma affinché nomini il Giudice delegato all’assunzione delle prove orali ammesse dal Giudice delegante e fissi apposita udienza per la loro assunzione, dando termine a parte ricorrente per la notificazione a controparte del presente ricorso e del pedissequo decreto di fissazione d’udienza.

Elenco documenti allegati in copia:

1) Atto di citazione nella causa sub RG ... omissis ...;
2) Memoria 183 n.1 c.p.c. di parte attrice nella causa sub RG ... omissis ...;
3) Memoria 183 n.2 c.p.c. di parte attrice nella causa sub RG ... omissis ...;
4) Ordinanza istruttorianella causa sub RG ... omissis ...;
5) Attestazione di conformità;
6) Documenti di causa depositati parte attrice nella causa sub RG ... omissis ...;
7) Procura alle liti.

Con Osservanza.
Milano, lì _____________ 2017.
Avv. ____________________