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venerdì 7 novembre 2014

SEPARAZIONI E DIVORZI: LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI








LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI QUALE STRUMENTO DEFLATTIVO PER LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE


Tra le novità più rilevanti (appena entrate in vigore e pubblicate in G.U. n.261 del 10/11/2014) del D.L. dd. 12/09/2014 n.132 recante "misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile" c'è senza dubbio la cd. NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI.

La NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI è l'accordo col quale le parti, che non si siano rivolte ad un Giudice ovvero ad un Arbitro, convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere la controversia con la sola assistenza dei propri avvocati (uno o più d'uno) e senza ricorrere all'Autorità Giudiziaria. 
All'avvocato è attribuito il potere di autenticare le sottoscrizioni delle parti poste in calce alla convenzione, per la quale è prevista la forma scritta sotto pena di nullità. 
L'impulso alla NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI è dato direttamente dall'avvocato, che certifica l'autografia della firma del Cliente apposta in calce all'invito e l'eventuale la dichiarazione di mancato accordo con la controparte.
La NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI non è obbligatoria, né costituisce condizione di procedibilità, se non in determinati casi. 
Il regime dell'improcedibilità della domanda giudiziale è previsto, infatti, solo per le controversie aventi per oggetto il risarcimento del danno conseguente alla circolazione di veicoli e natanti e per le controversie in cui a qualsiasi titolo si domanda il pagamento di una somma di denaro non eccedente i 50.000,00 euro.

Detta preclusione NON si applica, però, ai procedimenti d'ingiunzione ed all'eventuale fase oppositiva; la violazione dell'obbligo posto a condizione di procedibilità deve essere eccepito dal convenuto a giudizio ovvero rilevato d'ufficio dal Giudice non oltre la prima udienza di trattazione (art.3 comma I e II D.L. n.132/2014).

Per quanto riguarda le cause di SEPARAZIONE, DIVORZIO E RELATIVE MODIFICHE già il testo originario dell'art.6 del D.L. n.132/2014 aveva previsto la possibilità per i coniugi di fare ricorso alla NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI ma non in presenza di figli minorenni e/o portatori di handicap e/o non economicamente autosufficienti.

Oggi, invece, l'art.6 comma 2 del D.L. n.132/2014 nel testo modificato dal maxi emendamento governativo prevede il ricorso alle CONVENZIONI DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI nelle cause di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio anche in presenza di figli minorenni, di figli maggiorenni portatori di handicap grave e di figli maggiorenni non economicamente autosufficienti: 

a) nel caso in cui non vi siano figli, l'accordo concluso tra i coniugi all'esito della negoziazione è vagliato esclusivamente dal P.M.;

b) nel caso in cui vi  siano figli, oltre al vaglio del P.M. si aggiunge anche quello del Presidente del Tribunale. 

Resta impregiudicato il diritto di ricorrere all'Autorità Giudiziaria nel caso di mancato perfezionamento dell'accordo di negoziazione, posto che nelle cause di separazione, divorzio e relative modifiche la NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI non è posta a condizione di procedibilità dell'azione in giudizio.

L'accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita è equiparato ai provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio (art.6 comma 3 D.L. n.132/2014).

Sarà dovere dell'avvocato, una volta ottenuto il nulla-osta del P.M. e/o del Presidente del Tribunale, curare la trascrizione dell'accordo nei pubblici registri del Comune dove era stato trascritto l'atto di matrimonio, adempimento che andrà completato entro i successivi dieci giorni, depositando copia autentica dell'accordo con le certificazioni di autografia delle firme dei coniugi. In caso di violazione di quanto previsto al comma 4 dell'art.6, l'avvocato sarà passibile di una sanzione pecuniaria da € 2.000,00 fino ad un massimo di € 10.000,00 (art.6, comma 4).

La legge di conversione del D.L. n.132/2014 ha introdotto ulteriori semplificazioni dei procedimenti di separazione o divorzio: ai sensi dell'art.12 del D.L. n.132/2014 i coniugi potranno comparire innanzi al Sindaco in qualità di Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza (ovvero nel Comune dove è stato trascritto l'atto di matrimonio) per concludere un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. 
L'assistenza dell'avvocato in questo caso non è obbligatoria ma facoltativa; tale modalità semplificata è percorribile solo quando non vi sono figli minorenni o portatori di handicap o economicamente non autosufficienti, ed a condizione che l'accordo di separazione / divorzio non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali. Al fine di promuovere una maggiore riflessione sulle decisioni in questione, è stato previsto un doppio passaggio dinanzi al Sindaco in qualità di ufficiale di Stato civile a distanza di 30 giorni. 

Per quanto riguarda l'entrata in vigore della NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATI in materia di separazione / divorzio e relative modifiche di cui all'art. 6 D.L. 132/2014 il termine è di 90 gg. dal 10/11/2014, ossia dalla data di pubblicazione in G.U. della legge di conversione.
Per quanto riguarda, invece, la semplificazione dei procedimenti per separazione e divorzio previsti dall'art. 12 D.L. 132/2014 il termine per l'entrata in vigore è di 30 gg. dal 10/11/2014.

(Avv. Luca Conti, avvocato civilista del foro di Trento).






venerdì 10 ottobre 2014

L'ACQUISTO DELLA PROPRIETA' PER ACCESSIONE E DECADENZA DALL'AZIONE DI RIMOZIONE







RIFERIMENTI NORMATIVI E FORMULARIO


Art. 922 c.c. (modi di acquisto della proprietà).
La proprietà si acquista per occupazione (artt. 923 e ss.), per invenzione (artt. 927 e ss.), per accessione (artt. 934 e ss.), per specificazione (art. 940), per unione o commistione (art. 939), per usucapione (art. 1158), per effetto di contratti (artt. 1376 e ss.), per successione a causa di morte (artt. 456 e ss.) e negli altri modi stabiliti dalla legge.

Art. 934 c.c. (opere eseguite sopra o sotto il suolo).
Qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo, salvo quanto è disposto dagli artt. 935, 936, 937, 938 c.c. e salvo che risulti diversamente dal titolo o dalla legge.

Art. 936 c.c. (opere eseguite da un terzo con materiali propri sul suolo altrui).
Quando le piantagioni, costruzioni od opere sono state fatte da un terzo con suoi materiali, il proprietario del fondo ha diritto di ritenerle o di obbligare colui che le ha fatte a levarle.
Se il proprietario preferisce di ritenerle, deve pagare a sua scelta il valore dei materiali e il prezzo della mano d'opera oppure l'aumento di valore recato al fondo.
Se il proprietario del fondo domanda che siano tolte, esse devono togliersi a spese di colui che le ha fatte. Questi può inoltre essere condannato al risarcimento dei danni.
Il proprietario non può obbligare il terzo a togliere le piantagioni, costruzioni od opere, quando sono state fatte a sua scienza e senza opposizione o quando sono state fatte dal terzo in buona fede.
La rimozione non può essere domandata trascorsi sei mesi dal giorno in cui il proprietario ha avuto notizia dell'incorporazione.



TRIBUNALE ORDINARIO DI ... omissis ...

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA

*****

Per il resistente: TIZIO, nato a ... omissis ... il ... omissis .... residente a ... omissis ... , C.F. ... omissis ... rappresentato e difeso dall’avvocato ... omissis ...  (C.F. ... omissis ... ), con Studio Legale a ... omissis ...  ivi elettivamente domiciliato giusta procura alle liti rilasciata in calce al presente atto,

nella causa sub RG ... omissis ... promossa

da: CAIO, rappresentato e difeso dall’avvocato ... omissis ... (ricorrente).
Per comunicazioni di Cancelleria  / notificazioni: indirizzo p.e.c. ... omissis ... 

*****

Con ricorso introdotto ai sensi dell'art.702 bis c.p.c. (procedimenti sommari di cognizione) di data ... omissis ... CAIO domanda nei confronti di TIZIO l'accoglimento delle seguenti conclusioni:
1) accertare che “il manufatto ... omissis ... eseguito da TIZIO in data ... omissis ... insiste sul fondo di proprietà di CAIO”,
2) per l’effetto ordinare a TIZIO di rimuoverlo a proprie spese, ripristinando il precedente stato dei luoghi”.
Deduce CAIO di essere proprietario del fondo sul quale TIZIO ha realizzato un manufatto, previa autorizzazione dello stesso CAIO, il quale motiva la domanda di rimozione con la revoca dell'autorizzazione a realizzarlo e pertanto, venuta meno quest'ultima, ne chiede l'asportazione a spese dello stesso TIZIO.
Si costituisce nel presente giudizio il resistente TIZIO contestando il contenuto del ricorso introduttivo tanto in fatto quanto in diritto, e domandandone l’integrale reiezione, anche per tutte le seguenti motivazioni.

DECADENZA DALL'AZIONE DI RIMOZIONE ED
INAMMISSIBILITA' DELLA REVOCA DEL CONSENSO
LA DISCIPLINA DELL'ART. 936 c.c.

Nulla quaestio che il manufatto, di cui CAIO domanda la rimozione, è stato realizzato da TIZIO con materiali propri sul fondo di proprietà del ricorrente.

Pacifico che l'incorporazione del manufatto sul fondo di CAIO è avvenuta oltre sei mesi prima dalla proposizione della domanda di rimozione, e che la stessa incorporazione è avvenuta col consenso espresso del ricorrente CAIO.

Rileva - in particolare - che il manufatto già autorizzato da CAIO fu completato oltre sei mesi prima dal deposito del ricorso.

CAIO non prova che l'autorizzazione fosse stata data solo provvisoriamente e dunque suscettibile di revoca, essendo  viceversa l'autorizzazione definitiva provata iuris tantum.

Alla luce di quanto precede, la domanda di CAIO non può trovare accoglimento posto che ai sensi dell’art. 936 IV comma c.c. il proprietario non può obbligare il terzo a togliere le opere, quando sono state fatte a sua scienza e senza opposizione, ovvero quando sono state fatte dal terzo in buona fede (cfr. Cass. Civ. dd. 22/08/2002 n.12342; Cass. Civ. dd. 21/02/1985, n.1536).

Il successivo comma V afferma, inoltre, che: la rimozione non può essere domandata trascorsi sei mesi dal giorno in cui il proprietario ha avuto notizia dell’incorporazione".

Il termine di decadenza stabilito dal V comma dell’art. 936 c.c. inizia a decorrere dal giorno dell’incorporazione del manufatto nel terreno, che per costante giurisprudenza coincide con il completamento dell’opera (cfr. Cass. Civ. dd. 15/03/1982, n.1688).

Concludendo: la domanda di rimozione del manufatto promossa da CAIO non può trovare accoglimento, essendoci stata preventiva autorizzazione all'esecuzione dell'opera da ritenersi definitiva iuris tantum, posto che la revoca del consenso già dato è inammissibile ad nutum. Rileva inoltre ai fini della decadenza dall'azione di rimozione il tempo trascorso dalla data di ultimazione dell'opera.

*****

Tutto ciò premesso e considerato, il resistente TIZIO come in atti meglio generalizzato, a mezzo dello scrivente procuratore che lo rappresenta e lo difende giusta procura alla liti rilasciata in calce al presente atto rassegna le seguenti

CONCLUSIONI

Piaccia all’Ill.mo Tribunale Ordinario di ... omissis ..., contrariis rejectis, così giudicare.

Nel merito: rigettarsi la domanda ex adverso promossa, perché infondata tanto in fatto quanto in diritto, oltre che per tutte le motivazioni meglio esposte in narrativa.
In via istruttoria: nella denegata ipotesi che l’Ill.mo Signor G.U. ritenesse la causa non matura per la decisione, si chiede di essere ammessi alla prova per interpello formale nella persona di CAIO e per testimoni sui fatti di cui alla narrativa da intendersi qui di seguito integralmente trascritti, premessa la dizione “Vero che” ed espunti eventuali giudizi e/o valutazioni.
Testimoni su tutti i capitoli di prova: ... omissis ...

In ogni caso: con vittoria di spese documentate e compenso all’avvocato patrocinante ai sensi del D.M. n.55/2014, oltre al rimborso delle spese forfetarie nella misura del 15%, c.p.a. 4%, i.v.a. 22 % e successive occorrende.

Elenco produzioni documentali in copia:
1) Ricorso introduttivo dd. ... omissis ...;
2) ... omissis ...
Con Osservanza.
Milano, lì _________________ 2014.
Avv. _________________________ .

(segue procura alle liti)
                                                           


mercoledì 10 settembre 2014

APPELLO ALLA SENTENZA DI SEPARAZIONE






RIFERIMENTI NORMATIVI E FORMULARIO


Art.23 Legge n.74/1987
1. Fino all'entrata in vigore del nuovo testo del codice di procedura civile, ai giudizi di separazione personale dei coniugi si applicano, in quanto compatibili, le regole di cui all'art.4 della Legge n.898/1970 come sostituito dall'art.8 della presente legge.
2. I giudizi di separazione personale e di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio pendenti, in ogni stato e grado, alla data di entrata in vigore della presente legge saranno definiti secondo le disposizioni processuali anteriormente vigenti.
3. L'impugnazione delle sentenze di separazione personale e di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio pubblicate prima dell'entrata in vigore della presente legge resta regolata dalla legge anteriore.

Art.4 Legge n.898/1970
1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi e' residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta puo' essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge (1).
2. La domanda si propone con ricorso, che deve contenere l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso e' fondata.
3. Del ricorso il cancelliere da' comunicazione all'ufficiale dello stato civile del luogo dove il matrimonio fu trascritto per l'annotazione in calce all'atto.
4. Nel ricorso deve essere indicata l'esistenza di figli di entrambi i coniugi (2).
5. Il presidente del tribunale, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la data di comparizione dei coniugi davanti a se', che deve avvenire entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del ricorso e del decreto ed il termine entro cui il coniuge convenuto puo' depositare memoria difensiva e documenti. Il presidente nomina un curatore speciale quando il convenuto e' malato di mente o legalmente incapace.
6. Al ricorso e alla prima memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi rispettivamente presentate.
7. I coniugi devono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l'assistenza di un difensore. Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto. Se non si presenta il coniuge convenuto, il presidente puo' fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli sia rinnovata. All'udienza di comparizione, il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente poi congiuntamente, tentando di conciliarli. Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.
8. Se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettivi difensori nonche', disposto l'ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di eta' inferiore ove capace di discernimento, da', anche d'ufficio, con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrente e il suo difensore. L'ordinanza del presidente puo' essere revocata o modificata dal giudice istruttore. Si applica l'articolo 189 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile (3).
9. Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile ridotti a meta'.
10. Con l'ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresi' termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all'articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, dello stesso codice nonche' per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. L'ordinanza deve contenere l'avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all'articolo 167 del codice di procedura civile e che oltre il termine stesso non potranno piu' essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio.
11. All'udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto e settimo, del codice di procedura civile. Si applica altresi' l'articolo 184 del medesimo codice.
12. Nel caso in cui il processo debba continuare per la determinazione dell'assegno, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza e' ammesso solo appello immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui all'articolo 10.
13. Quando vi sia stata la sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenza che dispone l'obbligo della somministrazione dell'assegno, puo' disporre che tale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda.
14. Per la parte relativa ai provvedimenti di natura economica la sentenza di primo grado e' provvisoriamente esecutiva.
15. L'appello e' deciso in camera di consiglio.
16. La domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, e' proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l'esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all'interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma 8 (4).

Note: la fase d'appello è trattata dalla Corte d'Appello secondo il rito della camera di consiglio; l'atto introduttivo si promuove con ricorso che deve essere depositato in Cancelleria nei termini perentori stabiliti dagli artt. 325 e 327 c.p.c.


*****


CORTE D'APPELLO DI .... omissis ...
RICORSO IN APPELLO

Il sig. TIZIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente a ... omissis ... in Via ... omissis ... codice fiscale ... omissis ... elettivamente domiciliato presso lo Studio dell'Avvocato ... omissis ... codice fiscale ... omissis ... in Via ... omissis ... che lo rappresenta e lo difende in virtù di procura alle liti in calce al  presente atto, il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni di legge all'indirizzo di posta elettronica certificata ... omissis ... , in qualità di appellante

NEI CONFRONTI DI  

signora CAIA, nata a ... omissis ... il ... omissis ... e residente a ... omissis ... codice fiscale ... omissis ... elettivamente domiciliata presso lo Studio dell'Avvocato ... omissis ... (appellata),

PROMUOVE APPELLO

avverso la Sentenza n. ... omissis ... dd. ... omissis ... emessa dal Tribunale Ordinario di ... omissis ... in data ... omissis ... depositata il ... omissis ... pronunciata nella causa iscritta al n. .... R.G. 

PREMESSO

1) che con la Sentenza n. ... omissis ... dd. ... omissis ... il Tribunale Ordinario di .... pronunciava la separazione personale dei coniugi TIZIO e CAIA,  adottando i seguenti provvedimenti: ... omissis ...

2) che la predetta sentenza risulta ingiusta / contraddittoria / carente nelle motivazioni per le seguenti ragioni: ... omissis ...

3) che per effetto delle motivazioni dinnanzi esposste appare chiara la violazione di norme di diritto ... omissis ...

Tutto ciò premesso e considerato, l'appellante TIZIO rappresentato, difeso e domiciliato ut supra

RICORRE

alla Ecc.ma Corte d'Appello di ... omissis ... affinché, espletati i provvedimenti di rito, in riforma dell'impugnata Sentenza Voglia accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

Nel merito: in riforma o annullamento della Sentenza n. ... omissis ... dd. ... omissis ... accogliere la domanda di ... omissis ...  rigettando per l'effetto le eccezioni dedotte in primo grado dall'odierna appellata.
Con vittoria di spese documentate e compenso all'Avvocato patrocinante ai sensi del D.M. n.55/2014, oltre al rimborso delle spese forfetarie nella misura del 15%, c.p.a. 4%, i.v.a. 22% di entrambi i gradi di giudizio.

Elenco produzioni documentali:
1)copia della sentenza impugnata;
2)fascicolo di parte primo grado.

Dichiarazione di valore: ai sensi del d.p.r. 115/2002 e ss mm. al fine del versamento del contributo unificato si dichiara che il valore della causa è di € ... omissis ...
Milano, lì _________ 2014.
Avv. _________________ .




DEPOSITATO IN CANCELLERIA
OGGI ....
IL CANCELLIERE
....
Il Presidente,
letto il ricorso che precede, visti gli atti, visto la L. 1 dicembre 1970, n. 898 art. 4 e la L. 6 marzo 1987, n. 74 art. 23
FISSA
per la discussione della presente causa l'udienza del ...., alle ore .... in Camera di Consiglio e nomina Consigliere relatore il Dott. ....
Manda al ricorrente per la notifica del ricorso e del presente decreto entro il ....
.... lì ....
IL CANCELLIERE IL PRESIDENTE
.... ....

lunedì 4 agosto 2014

PROCESSO CIVILE TELEMATICO: DECRETO INGIUNTIVO DI PAGAMENTO






SCHEMA PRATICO PER L'USO DELLA CONSOLLE
NELLA REDAZIONE DI UN RICORSO PER INGIUNZIONE DI PAGAMENTO



1) Accedere al P.C.T. tramite P.D.A. (punto di accesso al processo civile telematico) inserendo la smart-card di firma digitale nel computer, digitando il proprio codice PIN associato al dispositivo.



2) Cliccare sull'icona corrispondente a "consolle per avvocato" (software per la redazione di atti telematici) precedentemente scaricata sul desktop.



3) Aprire nella maschera principale l'icona denominata "gestione fascicoli" (colonna verticale a sinistra della maschera) e cliccare su "nuovo" nella sub-sezione denominata "fascicolo": quest'attività consente di creare il "fascicolo telematico" relativo alla pratica che si vuole inoltrare all'ufficio giudiziario prescelto.




4) Assegnare al fascicolo un "codice pratica" ed una "denominazione", specificando di seguito "l'ufficio giudiziario" al quale sarà indirizzata la busta telematica contenente il ricorso per ingiunzione di pagamento, la procura alle liti, il modello F23 di versamento del C.U. ed i documenti scansionati allegati al ricorso.

5) All'interno della maschera dedicata all'inserimento degli "atti introduttivi" scegliere il ruolo "procedimenti speciali sommari".

6) Inserire all'interno della maschera il tipo di atto introduttivo: in questo caso scegliere "ricorso per ingiunzione di pagamento" ed attribuire il valore per capitale della pratica.



7) Inserire il "codice identificativo della domanda" ai fini dell'iscrizione a ruolo: nel caso di ricorso per ingiunzione di pagamento il codice è 010001.

8) Attribuire al fascicolo telematico l'importo del "contributo unificato" sulla base del valore della pratica ed inserire nella maschera il "codice di identificazione del contributo unificato" stampigliato sul contributo precedentemente acquistato presso una ricevitoria Lottomatica.

9) Dopo avere inserito i dati relativi al "valore della pratica" e del "contributo unificato", inserire nella sub-maschera i "dati relativi all'identificazione delle parti": attore / ricorrente e convenuto / resistente, siano essi persone fisiche o giuridiche, ed i dati dell'avvocato patrocinante.



10) Nel campo dedicato al "codice fiscale", anche nel caso di persone giuridiche inserire sempre il codice fiscale e mai la partita i.v.a.

11) Scegliere all'interno della sub-maschera il tipo di decreto che si vuole ottenere: nel caso di un ricorso per ingiunzione di pagamento cliccare su "pagamento somma", "importo richiesto" e poi confermare con "ok".

12) Dopo avere completato la costruzione del "fascicolo telematico", passare all'interno della maschera principale nella sottosezione dedicata ai "depositi telematici" e cliccare su "nuovo".

13) Scegliere all'interno del redattore il file "ricorso per ingiunzione di pagamento somma".

14) Dopo avere redatto l'atto introduttivo ed averlo salvato nel proprio p.c., cliccare su "importa" (icona posta all'interno della barra orizzontale denominata "atto principale"): quest'azione consente di importare dal proprio computer il file del ricorso già salvato in formato "word" e di convertirlo automaticamente nel formato pdf.



15) Cliccare - poi - sull'icona "importa" nella colonna verticale della maschera dedicata ai "documenti": quest'azione consente di importare i documenti allegati al ricorso per d.i., che ho precedentemente scansionato e salvato in formato pdf e la procura alle liti anch'essa scansionata. Consiglio di scansionare ed allegare come "allegato semplice" anche il modello F23 sul quale è stata apposto il C.U.

16) Dopo avere "importato" l'atto introduttivo, la procura alle liti ed i documenti allegati al ricorso, cliccare sull'icona "N.I.R." (nota di iscrizione a ruolo).

17) Cliccare sull'icona "crea busta" all'interno della maschera principale ed inserire il codice PIN associato alla propria smart card.

18) Cliccare su "firma atto principale" all'interno della sub-maschera: quest'azione consente di firmare digitalmente l'atto introduttivo che, una volta firmato digitalmente, si converte automaticamente da formato "pdf" in formato "pdf.p7m" (i documenti allegati al ricorso non devono essere firmati digitalmente).

19) Dopo avere firmato digitalmente il ricorso per d.i., cliccare sull'icona "visualizza confronto": quest'azione consente di verificare la conformità tra l'atto in formato pdf e quello convertito in pdf.p7m, che sarà spedito con la busta telematica.

20) Dopo avere verificato la conformità dell'atto, cliccare sull'icona "chiudi" e firmare digitalmente la "procura alle liti e la nota di iscrizione a ruolo" cliccando sull'icona "firma dati atto".

21) Dopo avere firmato digitalmente il ricorso per d.i., la procura alle liti e la nota di iscrizione a ruolo, cliccare sull'icona "invia": quest'azione consente di spedire all'ufficio giudiziario prescelto la busta telematica contenente l'atto introduttivo, la procura, la n.i.r. ed le produzioni documentali.



22) Una volta spedita la busta telematica, non resta che attendere di ricevere via p.e.c. gli esiti dei controlli automatici e della cancelleria quanto alla ricezione della busta.








lunedì 30 giugno 2014

ISTANZA DI ANTICIPAZIONE UDIENZA







RIFERIMENTI NORMATIVI E FORMULARIO



Art.70 disp. att. c.p.c. (istanza di abbreviazione dei termini a comparire)
[I]. L'istanza di abbreviazione dei termini di comparizione, prevista nell'articolo 163-bis ultimo comma del codice, è proposta con ricorso diretto al presidente del tribunale, ovvero, se la causa è stata già assegnata ad una sezione, al presidente di questa.
[II]. Il decreto del presidente, scritto in calce al ricorso, fissa l'udienza di prima comparizione e deve essere comunicato, insieme col ricorso stesso, ai procuratori delle parti costituite almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente. Alle parti non costituite il decreto e il ricorso debbono essere notificati personalmente in un congruo termine stabilito dal presidente.
[III]. Se all'udienza fissata dal presidente non compariscono tutte le parti alle quali deve essere fatta la comunicazione o la notificazione, il giudice istruttore verifica la regolarità della comunicazione o della notificazione, e ne ordina, quando occorre, la rinnovazione, fissando una nuova udienza di prima comparizione. In tal caso deve essere osservato per la comunicazione lo stesso termine stabilito nel comma precedente; per la notificazione delle parti non costituite il giudice istruttore stabilisce un nuovo termine congruo.

Art. 163 bis c.p.c. (termini per comparire)

[I]. Tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di novanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni se si trova all'estero.
[II]. Nelle cause che richiedono pronta spedizione il presidente può, su istanza dell'attore e con decreto motivato in calce dell'atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metà i termini indicati dal primo comma.
[III]. Se il termine assegnato dall'attore ecceda il minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest'ultimo termine, l'udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall'attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all'attore, almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente.


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TRIBUNALE ORDINARIO DI ... omissis ...
Istanza di anticipazione d’udienza

Nell’interesse del convenuto / opposto: TIZIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente ad ... omissis ... C.F. ... omissis ... rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ... (C.F. ... omissis ...) del Foro di ... omissis ..., presso il cui Studio Legale a ... omissis ... è elettivamente domiciliato, giusta procura rilasciata a margine del ricorso per ingiunzione di pagamento dd. ... omissis ... valida anche in fase oppositiva.

Attore / opponente: CAIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente ad ... omissis ... C.F. ... omissis ... rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ... 

RG: ... omissis ...
G.I.: ... omissis ...

Prossima udienza: ... omissis ...

Comunicazioni di Cancelleria: ... omissis ...

Ill.mo Signor Presidente del Tribunale di ... omissis ...

PREMESSO

1) che in data ... omissis ... TIZIO otteneva nei confronti di CAIO una ingiunzione di pagamento n. ... omissis ... di data ... omissis ..., per la somma capitale di € ... omissis ... oltre ad interessi legali fino al saldo, oltre al rimborso delle spese legali relative alla fase monitoria, liquidate in complessivi € ... omissis ... di cui € ... omissis ... per spese borsuali ed € ... omissis ... per compenso all’avvocato ed accessori fiscali come per Legge;

2) che in data ... omissis ... veniva notificato l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, con udienza di prima comparizione fissata al ... omissis ... ossia ben oltre il termine minimo a comparire fissato dall'art. 163 bis c.p.c.;

3) che, successivamente all’iscrizione a ruolo della causa, la prima udienza veniva ulteriormente differita per ragioni d'ufficio sino al ... omissis ...;

4) che alla luce delle argomentazioni in fatto ed in diritto spese dall'opponente, appare chiaro l’intento meramente dilatorio dell’opposizione, anche alla luce del fatto che la prima udienza è stata volutamente differita oltre il termine minimo a comparire previsto per legge;

5) che è interesse dell’odierno istante di addivenire ad una sollecita definizione della causa, anche per tutte le motivazioni spese nella comparsa di costituzione e risposta cui integralmente si rimanda.

Tutto ciò premesso e considerato, il convenuto TIZIO a mezzo dello scrivente procuratore

CHIEDE

alla S.V. Ill.ma di Voler fissare l’udienza di comparizione delle parti con congruo anticipo rispetto alla data indicata dall’attore, successivamente differita d’ufficio al ... omissis ...

Con Osservanza.
Milano, lì ________________ 2014.
Avv. ________________________.