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giovedì 4 luglio 2013

LA MODIFICA DELLE CONDIZIONI DI MANTENIMENTO IN PRESENZA DI FIGLI MAGGIORENNI - FORMULARIO





TRIBUNALE ORDINARIO DI ... omissis ...
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Memoria difensiva nell'interesse
del figlio maggiorenne

Per il convenuto: TIZIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente a ... omissis ... C.F. ... omissis ... , agli effetti del presente atto rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ...  presso il cui Studio Legale a ... omissis ...  è elettivamente domiciliato giusta delega a margine del presente atto,

nella causa civile sub RG ... omissis ... V.G.

promossa dal ricorrente: CAIO, nato a ... omissis ... il ... omissis ... e residente a ... omissis ... C.F. ... omissis ...  rappresentato e difeso dall’Avv. ... omissis ...

Udienza del: ... omissis ...

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Comunicazioni di Cancelleria: si chiede di ricevere comunicazione al numero di fax (+39) ... omissis ... ovvero all’indirizzo di posta elettronica certificata: ... omissis ...

PREMESSE

1) Con ricorso ai sensi dell’art.9 della Legge n.898/1970 e ss. mm. (doc.1), il padre CAIO domandava al Tribunale Collegiale di ... omissis ... di pronunciare la modifica delle condizioni di mantenimento relative ai figlio maggiorenne TIZIO ed in particolare chiedeva l’accertamento della raggiunta autosufficienza economica del ragazzo e per l’effetto la cessazione dell’obbligo di pagargli l'assegno di mantenimento e di contribuire alle spese straordinarie, domandando altresì la condanna del figlio maggiorenne alla restituzione di quanto pagato in eccedenza rispetto al dovuto fino all’accoglimento del ricorso.

2) Il ricorrente deduce che il figlio TIZIO maggiorenne avrebbe raggiunto l’autosufficienza economica e quindi non avrebbe più diritto al contributo di mantenimento, nè tanto meno al rimborso delle spese straordinarie, ivi comprese quelle mediche non mutuabili.

3) Tutto ciò premesso e considerato, si costituisce nel presente giudizio il convenuto / resistente TIZIO a mezzo dello scrivente procuratore, contestando integralmente tutto quanto ex adverso dedotto ed eccepito, e domandando la reiezione del ricorso introduttivo, perché infondato in fatto ed in diritto, oltre che per tutte le seguenti

MOTIVAZIONI

Insussistenza delle condizioni per domandare la revoca dell’assegno di mantenimento.
Il ricorso promosso da CAIO nei confronti di TIZIO troverebbe fondamento e sarebbe giustificato dal “raggiungimento dell’autosufficienza economica” da parte del figlio maggiorenne.
Il ricorrente, tuttavia, nulla prova di quanto afferma in violazione del principio per cui l’onus probandi incumbit ei qui dicit.
A questo riguardo è noto che, per costante orientamento Giurisprudenza di Legittimità, nel giudizio promosso dal genitore che domanda la revoca dell’assegno di mantenimento nei confronti del figlio maggiorenne, è posto ad esclusivo carico del primo l’onere di provare che il figlio maggiorenne ha raggiunto l’autosufficienza economica (ex multis Cass. civ., Sez. I, dd. 15/02/2012, n. 2171; Cass. civ., Sez. I, dd. 08/02/2012, n.1773; Cass. civ., Sez. I, dd.26/09/2011,  n.19589).
In particolare precisa Corte di Cassazione con la Sentenza dd. 11/01/2007 n. 407: in caso di divorzio e di condanna, da parte del giudice di primo grado, di uno dei coniugi alla corresponsione di un assegno periodico in favore dell'altro a titolo di concorso nelle spese di mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente e convivente, il coniuge già condannato al pagamento di tale assegno al fine di ottenere la declaratoria di cessazione del proprio obbligo è onerato della prova della raggiunta autosufficienza economica del figlio, attraverso la dimostrazione specifica dei profili, retributivi e di durata, caratterizzanti il rapporto di lavoro eventualmente concluso da costui.
Invero, al contrario di quanto afferma il ricorrente TIZIO oggi appena maggiorenne non ha ancora raggiunto l’invocata autosufficienza economica, che costituisce la condicio dine qua non per l’accoglimento della domanda avversaria: il figlio ha svolto per lo più lavori saltuari, ma mai continuativi ed in ogni caso inidonei a garantirgli l'autosufficienza; il figlio infatti continua a vivere presso la dimora materna, dove è stabilmente allocato.
Al riguardo si esibiscono i CUD ... omissis ... e le lettere di assunzione a tempo determinato ... omissis ... che ne attestano la non indipendenza economica, né tanto meno la possibilità di accedere al sussidio di disoccupazione. 
Appare, quindi, di meridiana evidenza che il ricorso del padre CAIO contrasta apertamente con gli artt. 147 e 148 c.c.: infatti, in tema di separazione o divorzio, l'obbligo di versare il contributo di mantenimento per i figli maggiorenni al coniuge presso il quale essi vivono cessa solo ove il genitore obbligato provi che essi abbiano raggiunto l'indipendenza economica, percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali condizioni di mercato, ovvero che essi si sottraggano volontariamente allo svolgimento di attività lavorativa adeguata. 
Prosegue la Suprema Corte affermando che: la cessazione dell'obbligo di contribuzione a favore dei figli maggiorenni cessa allorquando il genitore obbligato provi la raggiunta indipendenza economica del figlio il quale mediante un'attività lavorativa stabile e continuativa, con un reddito corrispondente alla professionalità acquisita nel corso degli anni di studio, è in grado di provvedere direttamente alle proprie esigenze (Cass. civ. Sez. I dd. 22/03/2012, n. 4555).
Quanto all’ulteriore domanda di condanna del convenuto “a restituire gli assegni versati e non dovuti dal ... omissis ... fino all’accoglimento della domanda”, la domanda oltre che infondata per le motivazioni che precedono, appare oltretutto inammissibile in questa sede, trattandosi questo di un giudizio di volontaria giurisdizione, e non di natura contenziosa.

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Tutto ciò premesso e considerato, il convenuto TIZIO come in epigrafe meglio generalizzato, rappresentato, difeso e domiciliato ut supra, rassegna le seguenti

CONCLUSIONI

Piaccia all’Ill.mo Tribunale Ordinario di ... omissis ..., contrariis rejectis, così giudicare.

Nel merito: respingersi ogni domanda ex adverso promossa, perché infondata in fatto ed in diritto, oltre che per tutte le motivazioni esposte in narrativa.

In via istruttoria: ogni istanza istruttoria riservata all’esito dell’udienza di trattazione del ricorso.

In ogni caso: con vittoria di spese documentate ed onorari per compenso all’avvocato patrocinante come da D.M. 10/03/2014, oltre al rimborso delle spese generali nella misura del 15%, c.p.a. 4%, i.v.a. 22% e successive spese occorrende.

Documenti allegati:
1) Ricorso introduttivo  ex art. 9 Legge n.898/1970 dd. 10/05/2013;
2) Lettere di assunzione a tempo determinato;
3) Modelli CUD ... omissis ...

Con riserva di ulteriormente dedurre, produrre ed eccepire tenuto conto del contegno processuale di controparte.

Con Osservanza.
Milano (MI) lì _____________ 2014.
Avv. _________________________ .

(a cura di Avv. Luca Conti, all rights reserved)                      

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